martedì 4 ottobre 2016

STOICHITA - L' INVENZIONE DEL QUADRO - nulla - vuoto

Nulla non lo si trova.
Non credete al cantore che dice di averlo trovato.
Si degni dunque a entrare
E si intrattenga meco, gli proverò
Che quando pensasse
di aver trovato il Nulla
Pur qualcosa egli ha trovato....
J. Passerat - Rien, Quelque chose et Tout
dipinto: Norbertus Gijsbrechts - Quadro girato 1670

Il pittore dipinge sul "dritto" del quadro un "rovescio", il suo rovescio. E' questo rovescio di quadro a costituire l'immagine. Ma vi è poi anche un altro rovescio, reale questa volta, che è possibile scoprire girando il quadro.
Ed è questo il gioco che il pittore propone a chi guarda: chi avvicinandosi al suo dipinto, appoggiato a terra, ad esempio, sentisse l'impulso di girarlo per verificare cosa c'è dietro troverebbe soltanto una tela, una tela vera, tesa su un telaio. Capirebbe che quel che ha appena visto altro non è che la rappresentazione di ciò che sta adesso effettivamente vedendo e toccando. Saprebbe così di aver davanti a sé un'immagine. Un'"immagine" che è ....."nulla". Ma non è che sulla tela non ci sia nulla.Tutt'altro. Questo quadro non è una tela in attesa che vi si dipinga "qualche cosa". Sulla tela c'è una "rappresentazione", c'è un' "immagine". L'oggetto di questo quadro è il quadro in quanto cosa.
Quel che lo spettatore vede è un dipinto. Questo dipinto rappresenta una tela e un telaio. Si vedono i chiodi, l'ombra dei chiodi e del telaio. Questa immagine rapppresenta tutto ciò che un quadro è: tela e legno. E' un'immagine che, contemporaneamente, è Nulla e Tutto. Nulla perchè introduce la domanda: " Dov'è l'immagine?". Tutto, poichè si autocontiene integralmente.
Victor Stoichita - L'invenzione del quadro

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