lunedì 24 ottobre 2016

FERNANDO PESSOA, IL LIBRO DELL' INQUIETUDINE, artista PAOLO TROLIO, solitudine, sul vivers, tristezza

… Esisto senza che io lo sappia e morirò senza che io lo voglia. Sono l’intervallo fra ciò che sono e ciò che non sono, fra quanto sogno di essere e quanto la vita mi ha fatto essere, la media astratta e carnale fra cose che non sono niente più il niente di me stesso.
… Che inquietudine se sento, che disagio se penso, che inutilità se voglio!
Fernando Pessoa - Il libro dell' inquietudine
dipinto: Paolo Trolio

mercoledì 5 ottobre 2016

CITAZIONI D' ARTE

"Chi vede l' arte strabilia e non sa che e' fatta di tante mani che tremano"
Alda Merini
CITAZIONI D' ARTE

"Il mediocre non ci interessa, il bello lo conosciamo, andiamo alla ricerca del sublime."
 Carlo Scarpa

martedì 4 ottobre 2016

STOICHITA - L' INVENZIONE DEL QUADRO - nulla - vuoto

Nulla non lo si trova.
Non credete al cantore che dice di averlo trovato.
Si degni dunque a entrare
E si intrattenga meco, gli proverò
Che quando pensasse
di aver trovato il Nulla
Pur qualcosa egli ha trovato....
J. Passerat - Rien, Quelque chose et Tout
dipinto: Norbertus Gijsbrechts - Quadro girato 1670

Il pittore dipinge sul "dritto" del quadro un "rovescio", il suo rovescio. E' questo rovescio di quadro a costituire l'immagine. Ma vi è poi anche un altro rovescio, reale questa volta, che è possibile scoprire girando il quadro.
Ed è questo il gioco che il pittore propone a chi guarda: chi avvicinandosi al suo dipinto, appoggiato a terra, ad esempio, sentisse l'impulso di girarlo per verificare cosa c'è dietro troverebbe soltanto una tela, una tela vera, tesa su un telaio. Capirebbe che quel che ha appena visto altro non è che la rappresentazione di ciò che sta adesso effettivamente vedendo e toccando. Saprebbe così di aver davanti a sé un'immagine. Un'"immagine" che è ....."nulla". Ma non è che sulla tela non ci sia nulla.Tutt'altro. Questo quadro non è una tela in attesa che vi si dipinga "qualche cosa". Sulla tela c'è una "rappresentazione", c'è un' "immagine". L'oggetto di questo quadro è il quadro in quanto cosa.
Quel che lo spettatore vede è un dipinto. Questo dipinto rappresenta una tela e un telaio. Si vedono i chiodi, l'ombra dei chiodi e del telaio. Questa immagine rapppresenta tutto ciò che un quadro è: tela e legno. E' un'immagine che, contemporaneamente, è Nulla e Tutto. Nulla perchè introduce la domanda: " Dov'è l'immagine?". Tutto, poichè si autocontiene integralmente.
Victor Stoichita - L'invenzione del quadro

lunedì 3 ottobre 2016

GIOVANNI VERGA -  La lupa - artista ANTONIO PALMERINI fotografo - amore - passione

"Era alta, magra, aveva soltanto un seno fermo e vigoroso da bruna e pure non era più giovane; era pallida come se avesse sempre addosso la malaria, e su quel pallore due occhi grandi così, e delle labbra fresche e rosse, che vi mangiavano. Al villaggio la chiamavano la Lupa perché non era sazia giammai di nulla. Le donne si facevano la croce quando la vedevano passare, sola come una cagnaccia, con quell'andare randagio e sospettoso della lupa affamata; ella si spolpava i loro figliuoli e i loro mariti in un batter d'occhio, con le sue labbra rosse, e se li tirava dietro alla gonnella solamente a guardarli con quegli occhi da satanasso, fossero stati davanti all'altare di Santa Agrippina. Perché la Lupa non veniva mai in chiesa, né a Pasqua, né a Natale, né per ascoltar messa, né per confessarsi. Padre Angiolino di Santa Maria di Gesù, un vero servo di Dio, aveva persa l'anima per lei.......
Una volta la Lupa si innamorò di un bel giovane che era tornato da soldato, e mieteva il fieno con lei nelle chiuse del notaro; ma proprio quello che si dice innamorarsi, sentirsene ardere le carni sotto al fustagno del corpetto, e provare, fissandolo negli occhi, la sete che si ha nelle ore calde di giugno, in fondo alla pianura....."
Giovanni Verga - La lupa
ph. Antonio Palmerini

domenica 2 ottobre 2016

BRANCATI  - Paolo il caldo - artista - CARLOS  ALONSO - dolore - sofferena

Ci sono sofferenze che scavano nella persona come i buchi di un flauto, e la voce dello spirito ne esce melodiosa - 
Vitaliano Brancati - Paolo il caldo
opera: Carlos Alonso

lunedì 26 settembre 2016

CALVINO- Le citta' invisibili - artista SIRONI e HOPPER - alienazione - solitudine - citta'

"....... Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure, anche se il filo del loro discorso è segreto, le loro regole assurde, le prospettive ingannevoli, e ogni cosa ne nasconde un'altra.» -
Calvino - le città invisibili

dipinto: Mario Sironi - Sintesi di paesaggio urbano 1919



La visione della metropoli di Sironi è un luogo di solitudine nell'era industriale, una riflessione amara sul tema della nuova civiltà urbana e industriale senza riferimento ad un luogo preciso e con valenza quasi metafisiche.
E qui per consonanza ci si riallaccia, anni dopo, alle città di Hopper uniti dal filo rosso della solitudine e si è detto della medesima metafisica.

dipinto: Hopper



venerdì 23 settembre 2016

APULEIO -  Sulla magia e in sua difesa - artista TOCCAFONDO GIANLUIGI - nuoto - sul vivere

"Per vivere, proprio come per nuotare, va meglio chi è più privo di pesi, ché anche nella tempesta della vita umana le cose leggere servono a sostenere, quelle pesanti a far affondare."

Apuleio, Sulla magia e in sua difesa, II sec.
opera: Gianluigi Toccafondo - Il nuotatore


Pittore, illustratore, cineasta, Toccafondo si presenta come il capofila di quella generazione di pittori prestati all’animazione che sta caratterizzando la scena italiana. Un artista a tutto tondo, innamorato dell’arte grafica, del cinema e delle rispettive ibridazioni e trasformazioni. I personaggi nei suoi disegni e nei suoi video si trasformano, si allungano, si deformano. Le braccia, i nasi, il corpo si immergono nel colore della scena, è un divenire ricco di personalità e passione. Toccafondo ci mette poesia e riesce a raccontare con piacevole leggerezza un mondo che vive. «Il mio lavoro nasce all’interno del cinema - spiega Toccafondo - non ho quasi mai disegnato su carta bianca, parto sempre da un’immagine, spezzoni di film o scene girate da me con l’aiuto di operatori; faccio migliaia di fotografie, stampo su carta o su fotocopie, ci dipingo sopra con colori acrilici, matite o altro e modifico continuamente l’immagine fino a cambiare quasi completamente quella originaria; filmo i disegni con una verticale tradizionale in pellicola 35 mm e vedo il risultato in proiezione. Il risultato finale è un film d’animazione che conserva un movimento reale».
Galleria Stefano Forni - Homepage

CHRISTA WOLF - NESSUN LUOGO. DA NESSUNA PARTE - artista TOCCAFONDO GIANLUIGI

CHRISTA WOLF - Nessun luogo. Da nessuna parte - artista TOCCAFONDO GIANLUIGI - alienazione. - luoghi solitari - silenzio - tsmpo - vuoto
«Ah, questa brutta abitudine di essere sempre nei luoghi in cui non vivo, oppure in un tempo che è già trascorso o non ancora venuto».
Christa Wolf, “Nessun luogo. Da nessuna parte”
opera: Gianluigi Toccafondo
serigrafie tratte da "La Coda"

Pittore, illustratore, cineasta, Toccafondo si presenta come il capofila di quella generazione di pittori prestati all’animazione che sta caratterizzando la scena italiana. Un artista a tutto tondo, innamorato dell’arte grafica, del cinema e delle rispettive ibridazioni e trasformazioni. I personaggi nei suoi disegni e nei suoi video si trasformano, si allungano, si deformano. Le braccia, i nasi, il corpo si immergono nel colore della scena, è un divenire ricco di personalità e passione. Toccafondo ci mette poesia e riesce a raccontare con piacevole leggerezza un mondo che vive. «Il mio lavoro nasce all’interno del cinema - spiega Toccafondo - non ho quasi mai disegnato su carta bianca, parto sempre da un’immagine, spezzoni di film o scene girate da me con l’aiuto di operatori; faccio migliaia di fotografie, stampo su carta o su fotocopie, ci dipingo sopra con colori acrilici, matite o altro e modifico continuamente l’immagine fino a cambiare quasi completamente quella originaria; filmo i disegni con una verticale tradizionale in pellicola 35 mm e vedo il risultato in proiezione. Il risultato finale è un film d’animazione che conserva un movimento reale».
Galleria Stefano Forni - Homepage



GIOVANNI VERGA - Nedda - artista KOLLVITZ NEDDA KATHE - maternita'

Giovanni Verga - Nedda
".....Ella diede alla luce una bambina rachitica e stenta; quando le dissero che non era un maschio pianse come aveva pianto la sera in cui aveva chiuso l'uscio del casolare dietro al cataletto che se ne andava, e s'era trovata senza la mamma; ma non volle che la buttassero alla Ruota.
- Povera bambina! Che incominci a soffrire almeno il più tardi che sia possibile! - disse.
Le comari la chiamavano sfacciata....."

Opera: - Nedda Kathe Kollwitz - Donna con bambino morto 1903 - puntasecca

Pittrice, scultrice, stampatrice, litografa e xilografa tedesca del filone espressionistico. La sua arte venne inclusa dai nazisti nella lista dell' " arte degenata". Käthe Kollwitz fu impegnata soprattutto nella rappresentazione delle condizioni umane degli "ultimi" del suo tempo, grazie all'empatia nutrita verso essi. Di idee socialiste e pacifiste, la Kollwitz seppe dare espressione alle vittime di povertà, fame e guerra. Con l'ascesa politica del NSDAP nel 1933 viene forzatamente dimessa dall'Accademia dell'Arte. La Kollwitz venne subito osteggiata per via delle sue idee ed etiche politiche. Grazie alla sua fama internazionale di artista, riuscì a sfuggire alla deportazione in un campo di concentramento, restando a Berlino fino a quando fu sfollata dai bombardamenti del 1943. Si rifugio' a Moritzburg, nei pressi di Dresda, dove morì 2 settimane prima della resa tedesca il 9 maggio 1945
Wikipedia


lunedì 5 settembre 2016

B. PASTERNAK - Il dottor. Zivago - artista PETER MARTENSEN memoria, uomini - anima - immortalita' - alienazione

"....L'uomo negli altri uomini, ecco che cos'è l'anima dell'uomo. Ecco che cosa siete voi, ecco di che cosa ha respirato, si è nutrita, si è abbeverata per tutta la vita la vostra coscienza. Della vostra anima, della vostra immortalità, della vostra vita negli altri. E allora? Negli altri siete vissuta, negli altri resterete, che differenza fa per voi se poi ciò si chiamerà memoria? Sarete ancora voi, entrata a far parte del futuro....."
B. Pasternak - Il dottor. Zivago 1957 p. 17 Einaudi
dipinto: Peter Martensen - Fuga 1993



le strane suggestioni di Peter Martensen, artista danese nato nel 1963, che con un numero limitato di colori riesce a rendere l'alienazione dell'uomo nostro contemporaneo in una ripresa delle solitudini di Hopper