CALVINO- Le citta' invisibili - artista SIRONI e HOPPER - alienazione - solitudine - citta'
"....... Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure, anche se il filo del loro discorso è segreto, le loro regole assurde, le prospettive ingannevoli, e ogni cosa ne nasconde un'altra.» -
Calvino - le città invisibili
dipinto: Mario Sironi - Sintesi di paesaggio urbano 1919
La visione della metropoli di Sironi è un luogo di solitudine nell'era industriale, una riflessione amara sul tema della nuova civiltà urbana e industriale senza riferimento ad un luogo preciso e con valenza quasi metafisiche.
E qui per consonanza ci si riallaccia, anni dopo, alle città di Hopper uniti dal filo rosso della solitudine e si è detto della medesima metafisica.
dipinto: Hopper
lunedì 26 settembre 2016
venerdì 23 settembre 2016
APULEIO - Sulla magia e in sua difesa - artista TOCCAFONDO GIANLUIGI - nuoto - sul vivere
"Per vivere, proprio come per nuotare, va meglio chi è più privo di pesi, ché anche nella tempesta della vita umana le cose leggere servono a sostenere, quelle pesanti a far affondare."
Apuleio, Sulla magia e in sua difesa, II sec.
opera: Gianluigi Toccafondo - Il nuotatore
Pittore, illustratore, cineasta, Toccafondo si presenta come il capofila di quella generazione di pittori prestati all’animazione che sta caratterizzando la scena italiana. Un artista a tutto tondo, innamorato dell’arte grafica, del cinema e delle rispettive ibridazioni e trasformazioni. I personaggi nei suoi disegni e nei suoi video si trasformano, si allungano, si deformano. Le braccia, i nasi, il corpo si immergono nel colore della scena, è un divenire ricco di personalità e passione. Toccafondo ci mette poesia e riesce a raccontare con piacevole leggerezza un mondo che vive. «Il mio lavoro nasce all’interno del cinema - spiega Toccafondo - non ho quasi mai disegnato su carta bianca, parto sempre da un’immagine, spezzoni di film o scene girate da me con l’aiuto di operatori; faccio migliaia di fotografie, stampo su carta o su fotocopie, ci dipingo sopra con colori acrilici, matite o altro e modifico continuamente l’immagine fino a cambiare quasi completamente quella originaria; filmo i disegni con una verticale tradizionale in pellicola 35 mm e vedo il risultato in proiezione. Il risultato finale è un film d’animazione che conserva un movimento reale».
Galleria Stefano Forni - Homepage
"Per vivere, proprio come per nuotare, va meglio chi è più privo di pesi, ché anche nella tempesta della vita umana le cose leggere servono a sostenere, quelle pesanti a far affondare."
Apuleio, Sulla magia e in sua difesa, II sec.
opera: Gianluigi Toccafondo - Il nuotatore
Pittore, illustratore, cineasta, Toccafondo si presenta come il capofila di quella generazione di pittori prestati all’animazione che sta caratterizzando la scena italiana. Un artista a tutto tondo, innamorato dell’arte grafica, del cinema e delle rispettive ibridazioni e trasformazioni. I personaggi nei suoi disegni e nei suoi video si trasformano, si allungano, si deformano. Le braccia, i nasi, il corpo si immergono nel colore della scena, è un divenire ricco di personalità e passione. Toccafondo ci mette poesia e riesce a raccontare con piacevole leggerezza un mondo che vive. «Il mio lavoro nasce all’interno del cinema - spiega Toccafondo - non ho quasi mai disegnato su carta bianca, parto sempre da un’immagine, spezzoni di film o scene girate da me con l’aiuto di operatori; faccio migliaia di fotografie, stampo su carta o su fotocopie, ci dipingo sopra con colori acrilici, matite o altro e modifico continuamente l’immagine fino a cambiare quasi completamente quella originaria; filmo i disegni con una verticale tradizionale in pellicola 35 mm e vedo il risultato in proiezione. Il risultato finale è un film d’animazione che conserva un movimento reale».
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CHRISTA WOLF - NESSUN LUOGO. DA NESSUNA PARTE - artista TOCCAFONDO GIANLUIGI
CHRISTA WOLF - Nessun luogo. Da nessuna parte - artista TOCCAFONDO GIANLUIGI - alienazione. - luoghi solitari - silenzio - tsmpo - vuoto
«Ah, questa brutta abitudine di essere sempre nei luoghi in cui non vivo, oppure in un tempo che è già trascorso o non ancora venuto».
Christa Wolf, “Nessun luogo. Da nessuna parte”
Christa Wolf, “Nessun luogo. Da nessuna parte”
opera: Gianluigi Toccafondo
serigrafie tratte da "La Coda"
serigrafie tratte da "La Coda"
Pittore, illustratore, cineasta, Toccafondo si presenta come il capofila di quella generazione di pittori prestati all’animazione che sta caratterizzando la scena italiana. Un artista a tutto tondo, innamorato dell’arte grafica, del cinema e delle rispettive ibridazioni e trasformazioni. I personaggi nei suoi disegni e nei suoi video si trasformano, si allungano, si deformano. Le braccia, i nasi, il corpo si immergono nel colore della scena, è un divenire ricco di personalità e passione. Toccafondo ci mette poesia e riesce a raccontare con piacevole leggerezza un mondo che vive. «Il mio lavoro nasce all’interno del cinema - spiega Toccafondo - non ho quasi mai disegnato su carta bianca, parto sempre da un’immagine, spezzoni di film o scene girate da me con l’aiuto di operatori; faccio migliaia di fotografie, stampo su carta o su fotocopie, ci dipingo sopra con colori acrilici, matite o altro e modifico continuamente l’immagine fino a cambiare quasi completamente quella originaria; filmo i disegni con una verticale tradizionale in pellicola 35 mm e vedo il risultato in proiezione. Il risultato finale è un film d’animazione che conserva un movimento reale».
Galleria Stefano Forni - Homepage
Galleria Stefano Forni - Homepage
GIOVANNI VERGA - Nedda - artista KOLLVITZ NEDDA KATHE - maternita'
Giovanni Verga - Nedda
Giovanni Verga - Nedda
".....Ella diede alla luce una bambina rachitica e stenta; quando le dissero che non era un maschio pianse come aveva pianto la sera in cui aveva chiuso l'uscio del casolare dietro al cataletto che se ne andava, e s'era trovata senza la mamma; ma non volle che la buttassero alla Ruota.
- Povera bambina! Che incominci a soffrire almeno il più tardi che sia possibile! - disse.
Le comari la chiamavano sfacciata....."
Opera: - Nedda Kathe Kollwitz - Donna con bambino morto 1903 - puntasecca
- Povera bambina! Che incominci a soffrire almeno il più tardi che sia possibile! - disse.
Le comari la chiamavano sfacciata....."
Opera: - Nedda Kathe Kollwitz - Donna con bambino morto 1903 - puntasecca
Pittrice, scultrice, stampatrice, litografa e xilografa tedesca del filone espressionistico. La sua arte venne inclusa dai nazisti nella lista dell' " arte degenata". Käthe Kollwitz fu impegnata soprattutto nella rappresentazione delle condizioni umane degli "ultimi" del suo tempo, grazie all'empatia nutrita verso essi. Di idee socialiste e pacifiste, la Kollwitz seppe dare espressione alle vittime di povertà, fame e guerra. Con l'ascesa politica del NSDAP nel 1933 viene forzatamente dimessa dall'Accademia dell'Arte. La Kollwitz venne subito osteggiata per via delle sue idee ed etiche politiche. Grazie alla sua fama internazionale di artista, riuscì a sfuggire alla deportazione in un campo di concentramento, restando a Berlino fino a quando fu sfollata dai bombardamenti del 1943. Si rifugio' a Moritzburg, nei pressi di Dresda, dove morì 2 settimane prima della resa tedesca il 9 maggio 1945
Wikipedia
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lunedì 5 settembre 2016
B. PASTERNAK - Il dottor. Zivago - artista PETER MARTENSEN memoria, uomini - anima - immortalita' - alienazione
le strane suggestioni di Peter Martensen, artista danese nato nel 1963, che con un numero limitato di colori riesce a rendere l'alienazione dell'uomo nostro contemporaneo in una ripresa delle solitudini di Hopper
"....L'uomo negli altri uomini, ecco che cos'è l'anima dell'uomo. Ecco che cosa siete voi, ecco di che cosa ha respirato, si è nutrita, si è abbeverata per tutta la vita la vostra coscienza. Della vostra anima, della vostra immortalità, della vostra vita negli altri. E allora? Negli altri siete vissuta, negli altri resterete, che differenza fa per voi se poi ciò si chiamerà memoria? Sarete ancora voi, entrata a far parte del futuro....."
B. Pasternak - Il dottor. Zivago 1957 p. 17 Einaudi
dipinto: Peter Martensen - Fuga 1993
B. Pasternak - Il dottor. Zivago 1957 p. 17 Einaudi
dipinto: Peter Martensen - Fuga 1993
le strane suggestioni di Peter Martensen, artista danese nato nel 1963, che con un numero limitato di colori riesce a rendere l'alienazione dell'uomo nostro contemporaneo in una ripresa delle solitudini di Hopper
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